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cogliere [k0l’l’ere] (poet. corre [k0rre]) v.; colgo [k0lgo], cogli — fut. coglierò [kol’l’er0+] (poet. corrò [korr0+]); pass. rem. colsi [k0lSi]; part. pass. colto [k0lto] — qualche es. delle forme poet. contratte (modellate verso il ’400 sulle più antiche forme analoghe del v. togliere e sopravvissute nell’uso pop. tosc. fino a tutto l’800): Io pel prato correi diversi fiori [&o pel pr#to korr$i div$rSi fL1ri] (Magnifico); Corrò la fresca e matutina rosa [korr0 lla fr%Ska e mmatut&na r0@a] (Ariosto); e con acc. scr.: Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua Della novella piova [vLHn fU0r la femmin%tta a kk0r dell #kkUa della nov$lla pL0va] (Leopardi); O nate a còr nelle fuggiasche voci Della varia natura il bello eterno [o n#te a kk0r nelle fuJJ#Ske vi della v#rLa nat2ra il b$llo et$rno] (Zanella)

DOP

Redatto in origine da
Bruno Migliorini
Carlo Tagliavini
Piero Fiorelli

 

Riveduto, aggiornato, accresciuto da
Piero Fiorelli
e Tommaso Francesco Bórri

 

Versione multimediale ideata e diretta da
Renato Parascandolo