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pievano [pLev#no] s. m. («rettore della pieve») — pop. piovano [pLov#no], forma oggi meno comune, ma preval. nell’uso tra il ’200 e l’800: il piovano da Giogoli ingannato da un suo fante [il pLov#no da JJ1goli ijgann#to da un Suo f#nte] (Sacchetti); il piovano di Teglio, mio maestro di dottrina e di calligrafia [il pLov#no di t%l’l’o, m&o ma$Stro di dottr&na e ddi kalligraf&a] (Nievo) — pievano forma originaria, continuaz. regolare del lat. mediev. plebanus (cfr. plebano); piovano antica alteraz. favorita come in molte altre parole dal contatto con una cons. labiale (in partic., come in dovere, dal contatto con la cons. -v-) — sim. i cogn. Pievani, Piovan [pLov#n], Piovani, ‑no

DOP

Redatto in origine da
Bruno Migliorini
Carlo Tagliavini
Piero Fiorelli

 

Riveduto, aggiornato, accresciuto da
Piero Fiorelli
e Tommaso Francesco Bórri

 

Versione multimediale ideata e diretta da
Renato Parascandolo