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Guarda più in là del DOP: guida alle voci che non trovi

Osservazioni generali:

La posizione dell’accento varia da parola a parola, secondo regole che si fondano sulla quantità (breve o lunga) delle ultime sillabe.

Possono essere lunghe o brevi tanto le vocali quanto le consonanti. La lunghezza delle vocali è indicata, nella traslitterazione, col trattino sovrapposto alla lettera (es. ā [aa]); quella delle consonanti, come in italiano, con la lettera raddoppiata.

Le vocali dell’arabo classico sono solo le tre estreme, a, i, u; l’arabo volgare conosce in più le vocali $ e 0. Sono frequentissimi nella pronunzia (e, di riflesso, nella traslittera­zione, che per le vocali non può esser mai così rigorosa come per le consonanti) gli scambi tra a (breve) ed $, tra u e o, tra i (atono) ed e. Molti nomi arabi, per questo motivo, sono conosciuti in Occidente sotto due o più forme diverse, limitatamente alle vocali; anche in questo «Dizionario» si segnalano in alcuni casi le più note tra le varianti; per le altre, che sono le più, potrà bastare questa generica avvertenza.

L’articolo, che ha la forma al con la variante el, e che davanti a determinate conso­nanti assimila ad esse la propria -l (cambiandosi per es. in adh o edh davanti a dh-, in as o es davanti a s-, in a o e davanti a -), si trova usato spesso anche con nomi propri. Negli esponenti del presente «Dizionario», l’articolo (preceduto da una virgola, e seguito da un trattino) è in tal caso fatto seguire al nome, e non conta dunque per l’ordinamento alfabetico.

DOP

Redatto in origine da
Bruno Migliorini
Carlo Tagliavini
Piero Fiorelli

 

Riveduto, aggiornato, accresciuto da
Piero Fiorelli
e Tommaso Francesco Bórri

 

Versione multimediale ideata e diretta da
Renato Parascandolo